Lavori in quota: Normativa, Rischi e Formazione

Se cerchi informazioni sui lavori in quota, i rischi e la formazione, questa guida è per te e contiene tutte le cose essenziali da sapere.

Le regole per i lavori in quota
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I lavori in quota costituiscono una delle principali cause d’infortunio.
Questo pericolo è dovuto soprattutto alla scorretta valutazione del rischio e alla mancanza di una sufficiente preparazione del lavoratore.
Spesso e volentieri, questi incidenti che si dimostrano essere gravi, se non addirittura mortali, hanno come causa la mancanza dei dispositivi di sicurezza o di adeguati sistemi di protezione.

Nel tentativo di proteggere per quanto possibile l’operatore, il legislatore ha pubblicato lungo gli anni una serie di normative che impongono regole e obblighi precisi in capo al datore di lavoro. Abbiamo creato questa guida esaustiva proprio per aiutarti a comprendere a pieno l’importanza di questi regolamenti e il loro ruolo nella prevenzione degli infortuni. Vediamo insieme qual è il modo più corretto per svolgere i lavori in quota!

Quali sono i lavori che si definiscono “in quota”?

Per essere certi di avere la definizione esatta dei lavori in quota, dobbiamo necessariamente esaminare le norme in vigore e in particolar modo il Decreto Legislativo 81 del 2008. Quest’ultimo, meglio noto anche come Testo unico sulla sicurezza sul lavoro, all’articolo 107 considera come lavori in quota ogni tipologia di attività che si svolge a più di 2 metri d’altezza rispetto a un piano stabile.

Rientrano quindi in questa categoria tutti gli operatori che svolgono qualsiasi tipologia di mansione, anche se temporanea.

Che cosa prevede la normativa sui lavori in quota?

Nel tentativo di limitare per quanto possibile gli infortuni sul lavoro, il legislatore ha emanato una serie di regole e normative da applicare al settore dell’ingegneria civile. Già nel 2003, con il decreto legislativo 235, aveva integrato il vecchio testo 626 del 1994, aggiungendo l’obbligo di formazione per gli operatori che rischiano di cadere dall’alto.

Lo stesso obbligo è stato riportato anche all’interno del d.lgs. 81/2008, all’articolo 112, con particolare enfasi sulla sicurezza e lo studio di sistemi di accesso durante lo svolgimento di queste operazioni. Ma non è tutto! Con l’Accordo tra Stato e Regioni, sono stati aggiunti ulteriori obblighi di formazione, strettamente collegati all’utilizzo delle Piattaforme di lavoro elevabili.

L’obiettivo di queste imposizioni è quello d’impedire o almeno di ridurre per quanto possibile il rischio di cadere dall’alto, soprattutto nei cantieri, dove rappresenta la principale causa d’incidenti con un’incidenza del 41%.

guida sui lavori in quota

Gli obblighi del datore di lavoro

Per essere certi di ridurre per quanto possibile la percentuale di infortuni annuali sono stati imposte delle regole precise da seguire. In particolar modo:

  • L’articolo 18 del 81/2008 prevede che il datore di lavoro debba sempre tener conto delle capacità, della salute e della sicurezza di un operatore prima di affidare allo stesso determinate mansioni. In più, deve garantire l’utilizzo di dispositivi di protezione idonei e deve adottare le misure necessarie affinché non vi siano soggetti impreparati che partecipano a queste attività;
  • Per essere esonerati dalla responsabilità per gli infortuni dei lavoratori, i datori di lavoro devono dimostrare di aver adottato tutte le regole di sicurezza necessarie, di aver informato il lavoratore fornendogli il materiale necessario e l’aver eventualmente nominato un responsabile per la sicurezza.

Gli obblighi dell’operatore

All’articolo 20 dello stesso decreto sono elencati chiaramente anche gli obblighi previsti per il lavoratore. Questa figura deve valutare correttamente il rischio connesso alla sua propria sicurezza e a quella degli altri, prendendo in considerazione anche gli effetti derivanti dalle proprie azioni. Oltre a rispettare le indicazioni fornite dal proprio datore di lavoro, dovrà anche:

  • Utilizzare correttamente l’attrezzatura di lavoro e i dispositivi di protezione, avvisando tempestivamente i responsabili qualora dovesse presentarsi una situazione di pericolo o di urgenza;
  • Non deve mai compiere attività o manovre rischiose;
  • Deve acconsentire a seguire dei corsi di formazione e di sottoporsi a visite mediche periodiche.

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I rischi dei lavori in quota

Quando parliamo di “rischio” ci riferiamo alla probabilità che un determinato evento, in particolari condizioni climatiche o naturali, si verifichi e metta in pericolo l’operatore. Per impedire che ciò accada sono previste misure di prevenzione che, tenendo conto della particolarità del lavoro, della tecnica e soprattutto dell’esperienza del lavoratore, puntano a far diminuire la possibilità che si verifichi un infortunio.

Ecco quali sono i principali incidenti che si possono verificare:

  • Caduta dall’alto: il lavoratore, per disattenzione, perdita di equilibrio o per la mancanza di sistemi di sicurezza, scivola dalla propria postazione di lavoro, precipitando a terra. Le conseguenze in questo caso possono essere disastrose, non solo per la salute del lavoratore, ma anche per l’incolumità dei passanti o il possibile urto contro altri mezzi operanti;
  • La sospensione inerte: è il rischio che il lavoratore perdendo conoscenza, cada dalla postazione di lavoro, restando sospeso in aria. Pur non precipitando a terra, la sospensione mette comunque a rischio la vita dell’operatore, poiché l’imbracatura potrebbe bloccare la corretta circolazione del sangue verso gli arti;
  • Altri rischi ambientali e meccanici: in questa categoria rientrano anche i pericoli derivanti dal contatto con altri fonti di pericolo, come i cavi elettrici scoperti oppure quelli derivanti dallo stato di salute dell’operatore.

I lavori in quota e le piattaforme aeree

Quando pensiamo ai lavori in quota, per definizione, tendiamo a pensare solo alle operazioni che vengono compiute sulle superfici piane. Ma non è sempre così! La continua evoluzione del mondo del lavoro e delle tecnologie utilizzate, hanno fatto si che le piattaforme elevabili siano sempre più diffuse sia in ambito industriale che domestico.

Grazie alla loro capacità di allungarsi in altezza verso il punto in cui devi lavorare, il loro design e la semplicità con cui possono essere spostate, sono diventate in poco tempo l’opzione da preferire alle classiche impalcature fisse. Possono infatti essere utilizzate per ogni tipologia di progetto che va dall’hobbistica, ai lavori di edilizia, di manutenzione, pulizia o impiantistica.

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I rischi delle piattaforme aeree sbarco in quota

Le attività di sbarco in quota non sono altro che le operazioni compiute dagli operatori in altezza che prevedono la salita e la discesa dalla parte sopraelevata della piattaforma. Proprio come i lavori in quota, anche queste attività sono estremamente rischiose e possono mettere in pericolo sia il mezzo che la vita del lavoratore.

Ecco solo alcune delle situazioni di pericolo che potrebbero verificarsi:

  • Rischio di caduta causato dal movimento repentino della piattaforma durante la salita o la discesa. L’operatore in questo caso dovrebbe non sottovalutare le oscillazioni della macchina, le raffiche di vento o gli ostacoli fisici che potrebbe incontrare (ad esempio: le reti elettriche);
  • Incidenti causati da malore, scivolamento o dai movimenti errati compiuti dall’operatore. Il lavoratore deve compiere ogni attività con le precauzioni, rispettando le normative e indossando sempre i dispositivi di sicurezza personale. Il datore di lavoro, d’altro canto, non dovrebbe mai sottovalutare lo stato di salute del lavoratore, ricordando che i colpi di sole e l’affaticamento possono mettere in serio pericolo tutta la squadra;
  • Danni causati dall’inesperienza dell’operatore. Tra i rischi maggiori per chi utilizza le PLE vi è anche la possibilità di danneggiare la macchina o altri strumenti in prossimità. Se il lavoratore non è in grado di anticipare i movimenti della macchina o i suoi limiti massimi, si mette a rischio di danneggiare le sue diverse componenti, come il braccio estensibile o i comandi elettrici.

La formazione in questo caso è estremamente importante soprattutto per le diverse modalità di accesso alla piattaforma, che può essere protetta, scoperta, con ingresso o senza punti di ancoraggio.

I corsi per i lavori in quota con PLE si dividono in una parte teorica e pratica e includono diverse esercitazioni che ti aiuteranno a controllare e gestire correttamente il mezzo sia in altezza che durante il sollevamento.

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L’importanza dei Dispositivi di Sicurezza Personale

Considerata la serietà e la gravità dei rischi connessi ai lavori in quota, non sorprende che ci siano regole precise e obblighi riguardanti i dispositivi di protezione personale, conosciuti anche come DPI.

Questi ultimi non solo devono essere acquistati e distribuiti dai datori di lavoro a tutti gli operatori coinvolti, ma devono essere adeguati al tipo di lavoro che si sta svolgendo.

Ecco solo alcuni dei dispositivi più utilizzati durante i lavori in quota tipici:

  • Le corde di aggancio che permettono al lavoratore di potersi muovere liberamente, certo che ci sia un sistema di blocco in caso di caduta o scivolamento. Le corde devono essere sufficientemente lunghe per permettere i movimenti necessari, con un posizionamento opportuno e che non blocchi il passaggio degli altri e sempre ben visibili;
  • Sistemi di anticaduta e di ancoraggio che includono vari dispositivi in grado di bloccare o prevenire gli slittamenti, assorbendo l’energia necessaria per prevenire lo shock da caduta;
  • Morsetti, dispositivi di sicurezza scorrevoli, imbracature, dispositivi retrattili, connettori e linee vita.

Si tratta di elementi indispensabili e che devono rispettare tutte le norme di fabbricazione previste dall’Unione Europea, oltre che essere dotati di adeguati libretti per le istruzioni contenenti le regole generali per la loro corretta manutenzione. Pur mettendo in sicurezza i lavoratori, risulta estremamente utile anche la nomina di un responsabile per la supervisione.

Nel caso di cantieri o luoghi di lavoro molto ampi, in cui ciascuno compie la propria mansione separatamente dagli altri, è indispensabile una persona in più o un mezzo meccanico come una telecamera, per assicurarsi che non ci siano incidenti.

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Le regole generali per la cura dei DPI

Il Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro dedica una parte importante alle regole generali da seguire non solo durante l’utilizzo ma anche per la manutenzione e lo stoccaggio di questi dispositivi. È innegabile la loro importanza nel prevenire gli accidenti o le morti sul lavoro, ecco perché va prestata particolare attenzione a come vengono gestite.

Nello specifico:

  1. Ogni strumento dedicato alla sicurezza e alla protezione dei lavoratori deve essere sottoposto a controlli periodici e a una corretta manutenzione eseguita da soggetti esperti;
  2. Gli strumenti pericolosi o che servono a gestire sostanze o componenti ad alto rischio dovrebbero essere separati dalle attrezzature di uso quotidiano e custoditi secondo le indicazioni del produttore;
  3. Un operatore non dovrebbe mai rimuovere i propri DPI mentre sta svolgendo dei lavori in quota. In più, è severamente vietato eseguire dei lavori di manutenzione o di pulizia in altezza senza avere dei sistemi di protezione accessori.

I lavori in quota e la corretta valutazione dei rischi connessi

Nella maggior parte dei casi, anche se si ha una buona conoscenza delle regole generali e si dispone già dei DPI, gli incidenti potrebbero comunque capitare a causa di una cattiva valutazione del rischio.

La legge in questo caso prevede che la responsabilità sia del datore di lavoro che in base all’articolo 111 dovrebbe adoperare tutte le misure di protezione necessarie.

A tal proposito potrebbe farsi aiutare da un RSPP, o Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, ovvero un professionista con le giuste conoscenze e la preparazione idonea per effettuare una corretta valutazione.

Il Responsabile si preoccupa di controllare le modalità di accesso e di movimento in altezza, l’esistenza dei sistemi di protezione e il corretto utilizzo delle attrezzature. Oltre a imporre anche un adeguato sistema di monitoraggio, questa figura può anche nominare capi squadra, addetti al soccorso o al supporto.

I lavori in quota e i corsi di formazione

L’ormai noto D.Lgs 81 del 2008 definisce i corsi per i lavori in quota come corsi DPI di terza categoria, poiché devono includere anche una parte pratica oltre a quella teorica.

Secondo l’articolo 115 infatti, per mettere in atto queste misure di protezione collettiva è necessario che il lavoratore sappia cosa sono e come si utilizzano correttamente i connettori, i sistemi di ancoraggio, le imbracature, le guide, gli assorbitori di energia e persino le funi.

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Modulo Teorico

È la parte propedeutica dell’iter di formazione, in cui gli iscritti si concentrano sulle nozioni normative e teoriche collegate ai lavori in quota. È in questa parte del corso che studierai le norme più importanti, effettuerai l’analisi e la corretta valutazione dei rischi e il corretto utilizzo dei DPI.

Modulo Pratico

Per poter ottenere il tuo attestato di abilitazione per i lavori in quota, non basta aver superato la parte teorica del corso. Dovrai essere in grado di eseguire correttamente ogni operazione con le dovute precauzioni. Tra le attività da svolgere durante queste ore ci sono:

  • Il corretto accesso alle aree in altezza, con l’utilizzo di ancoraggi.
  • L’esecuzione dei movimenti in sicurezza, come la salita e la discesa con le corrette tecniche di posizionamento degli accessori. Eventuali simulazioni dell’attività lavorativa da svolgere in quota.
  • La corretta esecuzione di tutte le tecniche per l’evacuazione o il salvataggio.

Per essere certo di ricevere la giusta preparazione e attenzione dal tuo istruttore, assicurati di aver scelto un corso con un numero adeguato di studenti.

La prova finale e la differenza con i corsi di aggiornamento

Alla fine di ogni corso, per ricevere l’attestato lavori in quota, dovrai superare un test finale. Le valutazioni finali sono solitamente eseguite in presenza di esperti terzi e diversi dai tuoi istruttori, proprio per mantenere alto il grado d’imparzialità.

Alla fine della formazione lavori in quota Accordo Stato Regioni, ti sarà rilasciato un patentino valido per 5 anni. Alla scadenza di quest’ultimo, per rinnovare la sua validità, dovrai seguire un corso di aggiornamento.

Il corso di aggiornamento lavori in quota non è basato sullo schema generale appena visto ma si concentra soprattutto sugli aggiornamenti normativi e gli obblighi aggiunti nei confronti del lavoratore o del datore di lavoro.

sbarco in quota

35 consigli per scegliere il corso lavori in quota

Sei pronto a iscriverti a uno dei corsi sopra menzionati, ma vuoi essere certo di fare la scelta più corretta per le tue esigenze? Per aiutarti a chiarirti le idee, abbiamo incluso nelle righe a seguire anche gli elementi più importanti a cui non dovresti assolutamente rinunciare. Vediamoli insieme:

Scegli un corso improntato sui tipi di lavori in quota che svolgerai

Ti sarai sicuramente già accorto che esistono in commercio diverse tipologie di corsi di formazione, ciascuna ampiamente personalizzabile in base alle esigenze di tutti. Oltre alle classiche divisioni che abbiamo già esaminato, esistono anche moduli speciali e che si concentrano sulla preparazione tecnico teorica di determinate attività.

Valuta attentamente la durata dell’offerta formativa

Anche se potrebbe sembrare ideale un corso che si conclude nel minor tempo possibile, bisogna essere consapevoli che potrebbe non offrirti il grado di preparazione che speri di ottenere. Per essere certi di trattare in maniera approfondita ogni argomento, dovresti puntare sui corsi di aggiornamento che mettono da parte almeno 4 ore solo per la parte teorica.

La regola generale da seguire in questo caso è che la durata complessiva del corso dovrebbe essere correttamente proporzionato in base alla preparazione desiderata e al tempo che hai da dedicare allo studio. Anche un corso troppo lungo potrebbe essere controproducente e potrebbe portarti via troppo tempo e fatica, col rischio di mollare ancor prima di ti arrivare al test finale.

Assicurati che siano inclusi tutti i moduli necessari

Un corso di aggiornamento o un corso solo teorico non sono idonei da soli a permetterti di ottenere l’abilitazione per i lavori in quota. I principianti devono necessariamente seguire entrambi i moduli, superando con successo anche la parte pratica.

L’offerta formativa di easyNoleggio

Su easyNoleggio trovi un’intera sezione del sito alla formazione e ai corsi per i lavori in quota.

L’offerta formativa è completa, ha la durata prevista dalla legge e ti permetterà di ottenere l’attestato di abilitazione. In più, tutte le iscrizioni sono effettuate online e i docenti sono qualificati e dispongono dell’esperienza pluriennale necessaria per l’insegnamento.

Per ottenere il tuo patentino di abilitazione ai lavori in quota, non devi fare altro che iscriverti ad uno dei corsi che si tengono in varie zone d’Italia!

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Per ricevere ulteriori informazioni, non esitarci a contattarci e ricorda che:

Il nostro obbiettivo è rendere “easy” ogni aspetto del lavoro!

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